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C'è pure qualche testa dura

di Oreste Parise (Mezzoeuro Anno IX num. 11 del 20/03/2010)

Rende, 16 marzo 2010

Corrado Calabrò, un altro calabrese anomalo

l'unico componente dell'Agcom che ha mostrato un'autonomia ed indipendenza

dobbiamo alla sua capatosta se in Rai si è mantenuto un minimo di pluralismo

Andrea Manzella è proprio uno svitato se si permette di scrivere cose sensate in un paese che sembra aver perso la bussola. Vabbe' che scrive su un giornale comunista come Repubblica, altrimenti ci sarebbe proprio da preoccuparsi per la salute mentale dei lettori. Quante storie per questa faccenda di Trani. Poi dicono che non ha ragione il nostro beneamato premier ad affermare con grinta che è tutto una bufala architettata da quattro ermellini rossi. Cosa c'è di riprovevole nel suo comportamento? Non fa che difendere la sua proprietà, e ai sensi della Costituzione la proprietà è un diritto inviolabile. Lui si fa le sue leggi, che il Parlamento dove siedono i suoi avvocati, il suo cuoco, i suoi giardinieri, i suoi uomini azienda, le scosciate veline che fanno sognare gli italiani le approvano con il dito, ma le condividono nel profondo dell'animo, poiché rappresentano la sublimazione del potere. Lasciatelo lavorare, toglietegli tutti i pensieri, poiché pensa per noi, per tutti noi e non può correre dietro alle quisquilie quotidiane come un qualsiasi comune mortale.

L'ha ben scritto su di un blog un libero cittadino di Italystan, che fa parte della comunità eurocaucasica. "Vivo a Milano Due, in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio, lavoro in una sua azienda, sono assicurato con una sua assicurazione, compro un suo giornale e libri Mondadori, sono correntista della Mediolanum, faccio la spesa in un suo ipermercato, vado al cinema a vedere i suoi film e mi addormento davanti alla tv di Stato. Almeno quella non è di Berlusconi, ma è una tv al suo servizio. Vi è una autorevole authority che veglia sulla sua parzialità. E' naturale che quando qualcosa sfugge al controllo uno perde le staffe. Li ha nominati lui quei quattro componenti dell'Agcom e a lui devono obbedire. Come si può consentire che comunisti sfegatati come Serena Dandidi, quella carogna di Michele Santoro, Giovanni Floris e quello scombinato "Ballarò" possano fare processi in tv? Ma chi si credono di essere? Sono dei sudditi come gli altri. Anzi più degli altri perché vengono pagati con i soldi suoi. Pardon, pubblici. Ma tanto è lo stesso, l'Italia è sua, gliela ha data la maggioranza. "Dio me l'ha data, guai a chi la tocca!" Beh, non esageriamo "è 'o populo c'u vo"!

Si permette persino a quel bontempone di Fabio Fazio di far finta di parlare del tempo per ingiuriare e fare dell'ironia con quella là, come si chiama? La Littizzetto, che solo il nome fa ridere. Uno scandalo che si ripete di settimana in settimana. Non se ne può proprio più. La tv deve essere soporifera, spumeggiante e allegra, accompagnare le serate delle famiglie con ricchi premi e cotillon, regalare cosce e sorrisi, sogni e speranze. Non incubi e notti insonni al grande timoniere.

Quegli incapaci membri dell'Agcom sono stati trattati con in guanti gialli, non hanno avuto quello che si meritavano. Avrebbero dovuti essere licenziati in tronco. Lo dice la stessa legge istitutiva che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è un’autorità indipendente dalle televisioni, che deve seguire esclusivamente le direttive politiche, i diktat del capo, selezionare accuratamente le notizie, sorvegliare sulla ortodossia delle trasmissioni. Si legge persino nel sito che "Indipendenza e autonomia sono elementi costitutivi che ne caratterizzano l’attività e le deliberazioni". Ecco il punto dovevano mostrarsi autonomi ed indipendenti ed agire subito e senza alcuna pressione.

C'era proprio bisogno dell'intervento del capo per far fuori questi rompiscatole? Questo è il vero problema. Quell'Innocenti che balbettava è un Torquemada flaccido, un inquisitore spento, un kapò inetto. Da licenziare in tronco.

Ma quello che fa più rabbia è quel calabrese, quel tale Corrado Calabrò che interpreta la legge a modo suo e ha permesso a questi delinquenti di poter continuare ad insultare il premier dal piccolo schermo. E' rimasto ai suoi principi imparati sui banchi di scuola, uno scolaretto incapace di leggere il senso del tempo, di interpretare in forma evolutiva la norma. Il popolo chiede serenità e tranquillità e lui si preoccupa di non voler esercitare censure preventive. Ma quali censure, si trattava di una semplice opera di normalizzazione, del ristabilimento di un equilibrio, considerato che tutta la stampa e la tv sta in mano ai comunisti.

Senza la sua testardaggine, da tempo avremmo messo tutte le cose a posto, senza tutta questa cagnara. Che calabrese di merda!


C O P Y R I G H T

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