C’è qualcosa di buono anche in Calabria

di Oreste Parise

Mezzoeuro Anno X num. 46 del 19/11/2011


Rende, 17/11/2011


La BCC Mediocrati candidata all’Oscar di bilancio

Per la seconda volta consecutiva la banca cosentina ottiene la nomination per il prestigioso premio, dopo aver sbaragliato una nutrita e qualificata concorrenza di aziende italiane. Sarà molto difficile bissare il successo dell’anno scorso, ma essere presente al top della graduatoria per due anni consecutivi è un grande successo. Se poi questo avviene in Calabria è quasi un miracolo …


La Firp (Federazione Italiana Relazioni Pubbliche) organizza da molti anni un premio da assegnare alle aziende che presentano i migliori bilanci per trasparenza, chiarezza e comunicazione. L’associazione è stata costituita nel 1970 da professionisti che operano nelle Relazioni Pubbliche per sviluppare e gestire sistemi di relazione con gli stakeholder da parte di imprese, enti, associazioni, amministrazioni pubbliche. L’attuale presidente dell’associazione è Patrizia Rutigliano, direttore delle Relazioni Istituzionali e della Comunicazione di Snam Rete Gas, la quale ha ricoperto vari incarichi in imprese private ed enti pubblici.

Per la valutazione dei bilanci si prende in considerazione la capacità di rappresentare correttamente la realtà aziendale con l’applicazione rigorosa del principio del “true and fair value” esposto in maniera chiara e comprensibile. Si premiano le aziende che nei loro bilanci hanno saputo spiegare in maniera rigorosa e puntuale i fatti anziendali, gli obiettivi perseguiti e i risultati raggiunti. Si vuole in tal modo incentivare la diffusione delle “best practices” nella comunicazione economico-finanziaria.

L’elemento di maggiore qualificazione è costituito dal bilancio sociale, un documento che si affianca a quello contabile per dare informare sull’impatto che la gestione dell’azienda ha avuto tra gli stakeholder, nel territorio e nell’ambiente. E’ stato introdotto fin dal 1999 dall’allora governo Ciampi come obbligatorio per le Fondazioni Bancarie e gli enti non profit. Non vi è un obbligo legislativo a carico delle BCC, poiché non sono enti non profit. Tuttavia, la Federazione nazionale delle BCC ha raccomandato alle sue associate di redigerlo secondo uno schema predisposto “ad hoc”, per evidenziare l’azione da loro svolta per il perseguimento della loro “mission” di sostegno creditizio al servizio delle esigenze di soci, dei clienti, e della comunità in coerenza con le finalità etiche e con l’obiettivo di massimizzare il contributo allo sviluppo sostenibile.

La BCC Mediocrati redige il bilancio sociale già da un decennio, a cura della Segreteria Generale e degli uffici di direzione con il coordinamento di Federico Bria.

Il presidente della banca Nicola Paldino mostra un orgoglio particolare l’impegno a pubblicare questo documento. “Il settore bancario – si legge in una nota diramata dall’ufficio stampa della banca - è di gran lunga il più attivo nella pubblicazione dei bilanci sociali”.

“Come il Bilancio Sociale, che pubblichiamo dal 2002, anche il nostro Bilancio d’esercizio, pur con tutte le prerogative di legge, punta ad essere un documento comprensibile e di semplice lettura”.

“Noi consideriamo il bilancio sociale, che è strumento di natura volontaria a completamento della rendicontazione civilistica di un’impresa, un percorso e non un documento”.

“Il bilancio economico e il bilancio sociale, da questo punto di vista, si integrano completandosi a vicenda. L’uno è di sostegno all’altro, poiché la nostra cooperativa di credito non ha tra i suoi scopi la massimizzazione del profitto ma, anzi, concretizza la propria mission aziendale tramite quelle iniziative esposte nel bilancio sociale che, tuttavia, non potrebbero essere realizzate senza la solidità che viene descritta nel bilancio economico”.

“Se si tiene conto del carattere volontario e non obbligatorio del Bilancio sociale, e del percorso di crescita che consente ad un’azienda di monitorare se stessa al fine di migliorare gradualmente ogni processo, non posso che esprimere entusiasmo per la gratificazione che è stata assegnata a tutti i collaboratori della Banca”.

Il 2012 è stato scelto come anno mondiale delle cooperative – ha concluso il presidente Paldino - a questo punto, mi piace citare un passo della Enciclica Caritas in veritate di Benedetto XVI: «serve un mercato nel quale possano liberamente operare, in condizioni di pari opportunità, imprese che perseguono fini istituzionali diversi. Accanto all’impresa privata orientata al profitto, e ai vari tipi d’impresa pubblica, devono potersi radicare ed esprimere quelle organizzazioni produttive che perseguono fini mutualistici e sociali».

Nella valutazione dei documenti non si sono considerati i migliori bilanci per volume di attività o reddito quanto piuttosto quelli che presentano una maggiore facilità di comunicazione, valutando l’insieme delle informazioni sull’attività aziendale e sulle politiche gestionali perseguite. L’Oscar di Bilancio, come Ë comunemente chiamato, è suddiviso in varie sezioni per la grande disparità dei soggetti considerati.

Nella sezione “Oscar di Bilancio Medie e Piccole Imprese Bancarie” vi sono tre finaliste: BCC Mediocrati, Emil Banca Credito Cooperativo Società Cooperativa ed Etica SGR SpA “i cui bilanci si distinguono per lo sforzo di tenere conto e comunicare le esigenze del territorio e del contesto nel quale operano”, come si legge nella comunicazione d’inclusione nella graduatoria finale.

Il riconoscimento della banca cosentina si aggiunge all’assegnazione del primo premio dell’Oscar di Bilancio della Pubblica Amministrazione all’Amministrazione provinciale di Cosenza presieduta da Mario Oliverio. Un doppio riconoscimento che costituisce un vanto per l’intera regione, ma soprattutto la testimonianza che anche in Calabria vi sono esempi positivi e l’impegno e la serietà sono premiati.

La manifestazione si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e ha visto anche quest’anno la partecipazione di centinaia di organizzazioni profit e non profit che sottopongono, i loro bilanci al giudizio delle Commissioni di Segnalazioni e della Giuria, presieduta dal Professor Angelo Provasoli. Il Premio, dedicato quest’anno alla celebrazione del 150 anniversario dell’Unità d’Italia, vuole contribuire alla diffusione di una cultura della rendicontazione basata sulla trasparenza, sulla chiarezza contabile e sui principi della responsabilità sociale.

I vincitori saranno annunciati giovedì 1 dicembre a Milano, in una serata evento organizzata nella sede della Borsa Italiana.

Il bilancio 2010 della BCC di Cosenza si presenta in utile, ed è una notizia da valutare positivamente. L’anno scorso ha inglobato la BCC di Spezzano Albanese e ha dovuto sopportare un oneroso processo di riorganizzazione e l’emissione di un prestito di 15 milioni di euro in obbligazioni subordinate che concorrono alla formazione del patrimonio di vigilanza.

Il risultato può considerarsi eccellente se si considera che esso avviene in un momento di grave crisi sistemica che ha colpito tutte le banche italiane, ma ha inciso in maniera molto più grave nel Mezzogiorno.

Nella sola Calabria si sono registrati cinque casi di default dichiarato di banche di credito cooperativo e la messa sotto tutela di una sesta, una palese dimostrazione delle difficoltà che hanno dovuto sopportare.

Oltre la BCC di Spezzano Albanese, è sparita anche quella di San Vincenzo La Costa acquisita dalla Banca Sviluppo. La BCC di Cosenza è in procinto di essere sdoppiata e acquisita dalla stessa Banca Sviluppo e dalla BCC Centro Calabria: il procedimento è avviato e procede spedito con la “due diligence” che terminerà tra pochi giorni.

La BCC di Tarsia ha ottenuto un prolungamento di sei mesi del commissariamento per dare tempo ai commissari di trovare una soluzione. L’ultima, la BCC di Scandale, sta per lasciare il purgatorio per il paradiso della rimessa “in bonis” e già questo può essere considerato un ulteriore miracolo calabrese. Si è in attesa dell’individuazione della banca-tutor e dell’autorizzazione della Banca d’Italia per la convocazione dell’Assemblea dei soci che dovrebbe sancire il passaggio dalla gestione commissariale a quella ordinaria. Chissà se l’Oscar di bilancio potrebbe essere una nota di merito per l’individuazione di una banca locale senza dover necessariamente guardare lontano?

La capacità dimostrata dalla BCC Mediocrati di ingoiare e digerire un rospo senza grandi spasmi la pone come naturale candidata a un ruolo guida sul territorio per assumere una rilevanza regionale che abbia l’autorevolezza e la capacità di trasformarsi in un naturale interlocutore della politica regionale.

Fin qui lo sguardo è stato rivolto altrove, alla ricerca di soluzioni miracolistiche al di la del Pollino. La BCC di Sesto San Giovanni, infatti, è ancora oggi la banca-tutor della BCC dei Due Mari con cui ha stretto un accordo di collaborazione istituzionale finalizzato al suo rilancio. Un matrimonio alquanto strano tra due realtà che stanno all’opposto distanti tra di loro più di un migliaio di chilometri. Sarebbe necessaria qualche riflessione su questo intreccio che sconvolge l’equilibrio territoriale e supera il collegamento tradizionale e culturale tra le BCC e la realtà locale.

Forse la chiave di lettura va ricercata nella nomenclatura che si divide gli incarichi nelle varie società ed enti che fanno capo al sistema del credito cooperativo (Federazione, Banca Sviluppo, Fondo di Garanzie e le altre numerose società costituite a vario titolo).

Certamente è lodevole il tentativo di impedire il commissariamento della Due Mari che per dimensione e problematiche potrebbe costituire un boccone difficile da inghiottire e ancor più difficile da digerire. La vicenda delle BCC calabrese mostra con grande evidenza che le difficoltà non nascono soltanto dalla crisi, ma vi è un intrinseca debolezza, per competenza, professionalità ed esperienza, del management che provoca il collasso della gestione, caratterizzata da un eccessivo tasso di nepotismo e clientelismo nella gestione del credito e nella selezione e promozione del personale.

La BCC dei Due Mari, insieme con la Federazione calabrese ha preferito ricorrere all’autocommissariamento. In un’assemblea straordinaria ha adottato lo “statuto tipo” di Federcasse ed approvato un regolamento assembleare ed elettorale “volto a garantire regole democratiche e a favorire la più ampia e sostanziale partecipazione della base sociale”. Non si tratta solo di regole, ma di una rigorosa loro applicazione, poiché ogni buona norma può essere stravolta da una cattiva prassi. In questa condizione di intrinseca debolezza la scelta di affidarsi a un soggetto esterno può essere considerata utile, ma deve costituire un momento, un periodo necessario per riprendere il cammino dell’autonomia e dello sviluppo con lo sguardo rivolto al territorio di riferimento storico della banca.

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