OP

Mezzoeuro

Spartizione all'Annunziata

di Oreste Parise

Mezzoeuro Anno XII num. 4 del 26/1/2013


Rende, 24/1/2013


La sanità è cosa nostra

Acque agitate all'Azienda Ospedaliera di Cosenza. Voglia di rinnovamento o epurazione elettoralmente mirata?

Tre indizi fanno una prova. Nonostante il grave momento di crisi che stiamo attraversando il sistema politico-clientelare che governa la sanità calabrese resiste a qualsiasi scossa. È il caso dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza, che si inserisce a pieno titolo nel sistema regionale di spartizione, poiché il potere incontrastato dei notabili locali deve fare i conti con gli appetiti insaziabili del governatore e della sua numerosa corte.

«Le dimissioni di Achille Gentile da direttore amministrativo dell'Azienda ospedaliera di Cosenza e prima ancora di Fabio Cedolia , rivelano una spietata guerra di potere nella sanità calabrese», scrivono ad esempio Franco Laratta e Carlo Guccione. Fabio Cedolia era il direttore amministrativo dell'Asp cosentina. È proprio strano che proprio due dei principali responsabili amministrativi cadano contemporaneamente.

Qualcuno sussurra una parolina magica: “Art.92, comma 5 del D.Lgs 163/2006”. Un rompicapo per chi non è molto abituato a farsi largo tra commi e codicilli. Di che cosa si tratta allora? In quell'oscuro comma vi è nascosto un meccanismo di incentivazione del personale sotto di forma di un bonus su ogni appalto andato a buon fine. Tale beneficio non può essere superiore al 2% della somma a cui l'opera, il servizio, o il lavoro è stato aggiudicato. Una somma non certo irrilevante che in genere viene ripartita tra le poche figure che costituiscono la crème dell'ente sanitario (ospedale o azienda). Intanto, bontà loro si attribuiscono l'intero importo massimo, incamerando sempre e solo il 2%. Vi è però un piccolo particolare, che dall'importo erogato devono essere dedotti gli oneri previdenziali e assistenziali. Ma questo meccanismo è apparso troppo perverso e penalizzante per i nostri eroi, che si sono sempre incassati tutti gli eurini, fino all'ultimo centesimo, ponendo a carico dell'ente anche questi benedetti oneri. A ben vedere hanno anche ragione. Se è un incentivo deve essere tax free, altrimenti che incentivo è? Un po' come vincere al Superenalotto. La vincita è esente da qualsiasi imposizione diretta. In effetti tra le due casistiche vi sono molte analogie, perché quell'incentivo assomiglia molto a una vincita in una betting house.

Quando qualcuno si è accorto che la Corte dei Conti potrebbe avere qualche cosa da ridire su un simile comportamento ha cominciato a paventare il rischio che di dovesse restituire quanto indebitamente percepito. Sono soprattutto Luigi Arone e Teodoro Gabriele a stare sulle spine. Apriti cielo!

Tutto il plotone di noti parenti e clienti di …. ha cominciato a lanciare degli urli che neanche Edvar Münch avrebbe saputo rappresentare adeguatamente. “Non è colpa nostra, noi abbiamo solo speso quello che ci è stato dato, e ora non possiamo restituire quello che non abbiamo più, mica siamo dei pensionati ai quali l'INPS impone cose del genere”. Un grido di dolore sentito fino nell'Olimpo politico, dove hanno trovato occhi e orecchie molto sensibili in un momento particolarmente delicato per la raccolta … dei consensi. Non si può inceppare una macchina efficiente come quella sanitaria, sarebbe una tragedia!

Nessuno ha osato spingersi fino al sacrificio supremo di quel indissolubile legame che dopo la bufera promette nuovi rosei orizzonti, dopo aver scontato un po' di purgatorio.

A conti fatti, le dimissioni salvano capre e cavoli. Un piccolo sacrificio oggi, in cambio di un futuro pieno di speranze. Nel frattempo allontaniamo il pericolo della Corte dei Conti. Il danno erariale a carico dell'Azienda Ospedaliera ammonta a migliaia di euro, ma tra una responsabilità e un'altra passano gli anni, e si trova sempre un compromesso.

Naturalmente tutto questo deve avvenire nel pieno rispetto dell'ordine costituito, ricomponendo il delicato mosaico delle zone di influenza, secondo il noto principio “date a Cesare quel che è di Cesare”. Tradotto in gergo locale: uno Scopelliti per uno Scopellitti, un Gentile per un Gentile.

Sarà, infatti, Marco Aloise, ex An scopellittiano a subentrare ad Achille Gentile, e il gentiliano Andrea De Marco, cugino di Iole Santelli, a prendere il posto di Fabio Cedolia. Un equilibrio perfetto, tanto più importante oggi che sono stati sbloccati i fondi ex art. 20. Una cosa complicata, ma che ha una coniugazione molto semplice: si tratta di milioni e già una mare di gente si sfrega le mani per il piccolo incentivo. Ma gli oneri previdenziali si pagheranno questa volta? E dalli con questa storia ….

“Chi governa la regione e la sanità della Calabria, usa metodi e mezzi sempre più spregiudicati sulla pelle dei cittadini e dei pazienti”, dicono i due nostri rappresentanti in Parlamento l'uno e alla regione l'altro. Ma perché succede solo adesso?


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