OP

Mezzoeuro

Associazione Le Muse, arte in trasferta

di Oreste Parise

Mezzoeuro Anno XII num. 44 del 2/11/2013


Rende, 31/10/2013


Muse Arte ha organizzato una mostra del pittore toscano che sta riscuotendo grande successo.

Myriam Peluso si rivela organizzatrice di grandi eventi culturali; travalica i confini della Calabria

Nel fascinoso complesso monumentale dei Dioscuri al Quirinale a Roma è stata allestita un personale dell’artista Domenico Monteforte “Omnia Mutantur”. La mostra è stata curata da Myriam Peluso, titolare dell’associazione Le Muse-Arte di Cosenza, che conferma la capacità di organizzare eventi culturali di grande rilievo, tanto nella sua città che al di là del Pollino.

La mostra si aggiunge alle numerosissime che l’artista ha tenuto in ogni parte del mondo, riscuotendo un crescente successo, tanto che sono molti i musei, le sedi istituzionali e le collezioni privati annoverano le opere dell’autore tra i pezzi più preziosi delle loro raccolte.

Inaugurata il 24 ottobre, con una grande affluenza di pubblico che ha mostrato grande interesse alla produzione artistica del pittore, rimarrà aperta fino al 8 novembre. Sono in esposizione cinquanta opere del pittore che ripercorrono la vita artistica e la sua evoluzione. Il filo conduttore è costituito dalla natura guardata con sotto varie sfaccettature. La sezione “En Plein Air” si ispira alla grande pittura naturalistica con opere in stile informale ma di forte suggestione emotiva. Un altro gruppo di dipinti tenta di cogliere le suggestioni provocate dalla musica che è richiamati dagli spartiti che costituiscono il sottofondo delle tele. In particolare l’artista lucchese rende omaggio al grande compositore toscano Giacomo Puccini, le opere costituiscono la fonte di ispirazione.

Numerose le personalità che hanno frequentato la mostra, a dimostrazione della grande popolarità di cui gode l’artista, che ha avuto l’onore di vedere dal 2005 tre sue opere di cm 80x120 acquisite nella prestigiosa collezione del Senato della Repubblica presso Palazzo Madama in Roma e nel 2007 ha donato “L’albero della vita”, al Santo Padre, Papa Benedetto XVI durante un’udienza pubblica a Roma e ora fa parte della collezione privata di Papa Francesco.

Claudio Strinati, storico e critico dell’arte, scrive che «Domenico Monteforte è un artista che lavora in maniera razionale su argomenti emozionali. Monteforte, dipinge in effetti meditazioni ma non astratte o intellettualistiche bensì concretissime, ma di quella concretezza peculiare che esiste soltanto nella superficie pittorica, e non è escluso che chi osserva le sue opere possa poi vedere la realtà fuori di noi in modo diverso rispetto al primo approccio. Domenico Monteforte è un artista che lavora in maniera razionale su argomenti emozionali».

Aggiunge Rosario Sprovieri: «I paesaggi di Monteforte sono celati dentro all’universo dei colori. L’Artista ci narra le sue storie, con immediatezza e spontaneità, nel mentre le forme affiorano e prendono vita. Le sue sono visioni placide, di meravigliosi angoli di questo nostro mondo, intuizioni artistiche che nascono da una mescolanza armonica di colori. Mondi del pensiero, che ricompaiono e si ricompongono nelle nuances del fluire e, nell’addensarsi delle tinte sulla tela. Sono ambienti che si svelano, che esistevano già neltempo e nello spazio appartenuto alla vita e alla storia di generazioni di uomini umili, di antichi mecenati e di persone sagge. L’artista è un archeologo capace e premuroso, cura personalmente il “ritrovamento”, ne ricolloca ogni elemento, ne posiziona ogni particolare, poi coglie, ci svela e scopre alla vista, ogni ombra sconosciuta e il riflesso di ogni luce e l’onda cheta della brezza dell’alito del mare.

[...] Ad osservare attentamente, le “finestre assolate” di Monteforte ci si riscopre bambini, senza accorgersene si rimane rapiti, è una seduzione lenta ma completa. Ammaliati, in questa estasi d’incanto, ritorna l’ingenuità del fanciullo, quando si ferma a guardare il mare mentre il vento caldo gli accarezza il viso, quando poi naturalmente, socchiude gli occhi... è accaduto anche a Pinocchio quando socchiuse i suoi, per ascoltare i gorgheggi del mare. È il mite osservatore meditando, può scorgere Dante che s’affaccia sul suo portico e... scruta il Paradiso».


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